Santo Stefano

L’archivio della chiesa di Santo Stefano è conservato, per la sua parte più antica, all’Archivio di Stato di Verona come deposito dagli Antichi Archivi Veronesi; qui era pervenuto per iniziativa del vescovo Luigi di Canossa nel 1874.

Antica chiesa con stretti legami con l’episcopio – sembra fungere per alcuni secoli da luogo di sepoltura vescovile – e condotta da una collegialità di chierici, nel 1203 le vengono riconosciute solennemente le funzioni parrocchiali, con la conferma del titolo di pieve, effettivamente attestato per la prima volta nel 1129[1].

La documentazione datata entro il XII secolo qui conservata risulta particolarmente significativa per dimensione, con un paragone tra gli archivi parrocchiali veronesi solo con quella di Santi Apostoli, ma in questo caso con una significativa presenza di documenti risalenti (2 di X secolo, 18 di XI, 62 di XII).

Le vicende archivistiche, studiate nel dettaglio da Giovanni Bonetto, vedono alcune significative, seppur contenute, dispersioni tra XVI e XVIII secolo. Si tratta di alcuni diplomi, usciti dall'archivio per il deposito presso Onofrio Panvinio, che li utilizzò per una storia del cardinalato di cui rimane traccia nei suoi manoscritti presso l’Archivio Segreto Vaticano. A questi si aggiungono i documenti segnalati da Giovanni Battista Peretti che nel 1588 dà notizia di diciotto pergamene oggi perdute e datate tra il 915 e il 1111; un documento indicato da Alessandro Canobbio del 947; altri dieci documenti trascritti attorno alla metà del XVIII secolo da Giuseppe Bianchini, di cui uno presente anche nelle schede di Lodovico Perini (in Biblioteca Civica di Verona).

Risale probabilmente alla seconda metà del Settecento un riordino dell’archivio che interessò anche la serie pergamenacea – di cui rimane un repertorio – con i singoli pezzi individuati per calto (con lettera alfabetica A-E), mazzo e numero. Il confronto tra questi repertori e i documenti presenti attualmente nella serie pergamenacea conferma che in questo intervallo di tempo non vi sono state perdite significative[2]. L’attuale ordinamento delle pergamene in serie cronologica venne attuato all’interno degli Antichi Archivi Veronesi.

Serie riprodotte: Pergamene

Riferimenti: GASVr, p. 1285; Bonetto, Introduzione, pp. XXV-XLVI.

Strumenti: ASCDVr, XVIII, S. Stefano, Serie dei rotoli; ASVr, Inventari; ASVr, Regesti Da Re.

Edizioni: CCSSt (secolo X-1203).

 



[1] Sulle vicende istituzionali si rimanda a Bonetto, Introduzione, pp. XVIII-XXV. Cfr. anche (con edizione di documenti) Biancolini, Notizie storiche, I, pp. 11-26; IV, pp. 732-751, 778.

[2] Sulle vicende dell’archivio Bonetto, Introduzione, pp. XXV-XLVI.